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chi siamo

L’associazione di promozione sociale Le Rondini Onlus, dalla sua costituzione, gestisce un centro socio-assistenziale, denominato “Centro interculturale Le Rondini” ad integrazione della famiglia, in collaborazione con i Servizi Sociali Comunali o con altre strutture locali di accoglienza.

Presso il Centro situato in Piazza Garibaldi 1 a Senigallia, l’associazione svolge attività pomeridiane di sostegno allo studio e attività ludico ricreative aggregative rivolte a minori di ogni nazionalità residenti nel Comune di Senigallia, con la finalità di aiutarli a superare eventuali situazioni di disagio scolastico, supportandoli nel loro percorso di crescita e di integrazione nella società, agendo come supporto in caso di situazioni di disagio economico o sociale delle famiglie, promuovendo spazi di ascolto per il sostegno psicologico.

Si prefigge di promuovere e sensibilizzare il territorio nell’ambito della condivisione e l’integrazione culturale, con l’obiettivo di combattere l’emarginazione sociale e far emergere le attitudini personali del singolo senza condizionamenti sociali.

Il centro si impegna nello sviluppo di forme di prevenzione e di lotta all’esclusione, al razzismo, alla xenofobia, all’intolleranza, al disagio, all’emarginazione, alla solitudine.

L’associazione inoltre promuove attività formative e informative per le famiglie dei minori iscritti con particolare riferimento alle donne, spesso escluse dal processo di integrazione e dalle relazioni col territorio locale.


STATUTO ASSOCIAZIONE DI

PROMOZIONE SOCIALE “LE RONDINI”

 

Art. 1

(Costituzione)

È costituita, nel rispetto delle norme della Costituzione Italiana, della legge n.383 del 7 dicembre 2000, del D.Lgs. 460/97, nonché degli artt. 14 e seguenti Codice Civile, un’associazione di Promozione Sociale denominata “Associazione di Promozione Sociale Le Rondini Onlus”.

L’associazione farà uso, nella denominazione ed in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, della locuzione “organizzazione non lucrativa di utilità sociale” o dell’acronimo ONLUS.

Tuttavia, qualora l’associazione non dovesse ottenere la qualifica di ONLUS ovvero ottenuta tale qualifica dovesse perderla per qualsiasi motivo, dalla denominazione sociale verrà eliminato automaticamente, l’acronimo ONLUS, senza dover per questo procedere ad una modifica del presente statuto.

Art. 2

(Sede)

L’associazione ha sede in Senigallia. Qualsiasi variazione della sede nell’ambito dello stesso comune non comporta la variazione del presente statuto. È facoltà del Consiglio Direttivo istituire o sopprimere sedi secondarie.

Art. 3

(Durata)

L’associazione è a tempo indeterminato e potrà essere sciolta su delibera dell’assemblea straordinaria.

Art. 4

(Carattere e scopi dell’associazione)

L’associazione è democratica, apolitica e laica.

Essa inoltre:

– persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale;

– svolge soltanto le attività indicate nel successivo articolo 5;

– non distribuisce, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la sua esistenza, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale che, per legge, statuto o regolamento, fanno parte della medesima ed unitaria struttura;

– impiega gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse;

– in caso di scioglimento per qualunque causa, devolverà il patrimonio dell’organizzazione, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, ad altre Onlus o a fini di pubblica utilità, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Quanto indicato nel precedente comma, seguirà i limiti e le condizioni previste dal decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460.

Art. 5

(Attività strumentali al perseguimento degli scopi)

L’associazione, che non ha scopo di lucro, persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale, così come prescritto dall’art. 10 del D.Lgs. 460/97, nell’ambito del settore dell’assistenza sociale e socio-sanitaria.

L’attività istituzionale dell’associazione è quella di favorire e promuovere ogni forma di lotta al disagio e devianza minorile e familiare, legati a stati di emarginazione sociale connessi allo status di soggetto svantaggiato di cui all’art. 10, comma 2 lett. a) del D.Lgs. 460/97.

In particolare l’associazione, rivolgendo la sua attività in favore di soggetti (uomini, donne e minori, sia italiani che immigrati) che versano in stato di bisogno, di emarginazione sociale o in condizioni economiche e familiari di profondo disagio, intende:

  • Realizzare centri socio-assistenziali ad integrazione o sostitutivi della famiglia, in collaborazione con i Servizi Sociali Comunali o con altre strutture locali di accoglienza.
  • Promuovere e realizzare centri di ascolto e di solidarietà.
  • Promuovere e realizzare momenti di incontro e di aggregazione sociale al fine di favorire il dialogo, la condivisione e l’integrazione culturale. Ciò con l’obiettivo ultimo di combattere l’emarginazione sociale e far emergere le attitudini personali del singolo.
  • Sviluppare forme di prevenzione e di lotta all’esclusione, al razzismo, alla xenofobia, all’intolleranza, al disagio, all’emarginazione, alla solitudine, connesse alle situazioni di svantaggio di cui sopra;

L’Associazione potrà svolgere attività direttamente connesse a quelle istituzionali, ovvero accessorie in quanto integrative delle stesse, nei limiti consentiti dal D. Lgs. 4/12/1997 n. 460 e successive modificazioni ed integrazioni.

Per realizzare le attività rientranti nell’oggetto sociale l’associazione potrà operare in collaborazione attiva con:

  • I servizi sociali Comunali;
  • Le altre Associazioni, Fondazioni o altri enti che perseguono finalità analoghe, già operanti in Senigallia o nelle zone limitrofe;
  • Ogni altro ente, pubblico o privato, che persegua le medesime finalità.

Art. 6

(I Soci)

Sono ammessi a far parte dell’Associazione tutti gli uomini e le donne maggiorenni che accettano gli articoli dello Statuto e del regolamento interno, se redatto, che condividano gli scopi dell’associazione e si impegnino a dedicare parte del loro tempo per il loro raggiungimento.

L’ammissione all’Associazione è deliberata dal Comitato Direttivo su domanda scritta del richiedente.

All’atto dell’ammissione il socio si impegna al versamento della quota di autofinanziamento annuale nella misura fissata dal Comitato Direttivo ed approvata in sede di bilancio dall’Assemblea ordinaria, al rispetto dello Statuto e dei regolamenti emanati.

Non è ammessa la figura del socio temporaneo. La quota associativa è intrasmissibile e non rivalutabile.

Il numero dei soci effettivi è illimitato.

Le attività svolte dai soci a favore dell’associazione e per il raggiungimento dei fini sociali sono svolte prevalentemente a titolo di volontariato e totalmente gratuite. L’associazione può in caso di particolare necessità, assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo, anche ricorrendo ai propri associati, nel rispetto delle disposizioni di cui alla legge 383/2000 e al D.Lgs. 460/97.

I soci si dividono in due categorie:

Soci fondatori: coloro che sono intervenuti alla costituzione dell’associazione, hanno diritto di voto, sono eleggibili alle cariche sociali, la loro qualità di soci ha carattere di perpetuità, non è soggetta ad iscrizione annuale, ma solo al pagamento della quota sociale.

Soci effettivi: coloro che hanno chiesto e ottenuto la qualifica di socio al Comitato direttivo. Hanno diritto di voto e sono eleggibili alle cariche sociali. La loro qualità di soci effettivi è subordinata all’iscrizione e al pagamento della quota sociale.

La suddivisione dei soci nelle suddette categorie, non implica alcuna differenza di trattamento in merito ai loro diritti e doveri nei confronti dell’Associazione.

Art. 7

(Diritti e doveri dei Soci)

Tutti i soci hanno parità di diritti ed obblighi. In particolare tutti i soci maggior di età hanno diritto di partecipare alle assemblee, di eleggere gli organi sociali e di essere eletti negli stessi.

Essi hanno diritto di essere informati sulle attività dell’associazione.

I soci devono versare nei termini stabiliti dal consiglio direttivo la quota sociale e rispettare il presente statuto e l’eventuale regolamento interno.

Art. 8

(Recesso/esclusione del socio)

Il socio può recedere dall’Associazione mediante comunicazione scritta da inviare al Presidente del Comitato Direttivo.

Il recesso ha effetto dopo 30 giorni dalla data in cui è stato esercitato e non è revocabile.

Il socio può essere escluso dall’Associazione in caso di inadempienza dei doveri o per altri gravi

motivi che abbiano arrecato danno morale e/o materiale all’Associazione stessa.

Il socio che non abbia effettuato il pagamento della quota di autofinanziamento annuale secondo quanto previsto dal Comitato Direttivo è escluso automaticamente dall’Associazione, senza necessità di delibera esplicita del Comitato Direttivo stesso.

L’esclusione del socio per altri motivi è deliberata dal Comitato Direttivo. Deve essere comunicata per iscritto al medesimo assieme alle motivazioni che hanno dato luogo all’esclusione, e ratificata dall’Assemblea dei Soci nella prima riunione utile.

I soci receduti e/o esclusi che abbiano cessato di appartenere all’Associazione, non possono richiedere la restituzione dei contributi versati, né hanno diritto alcuno sul patrimonio dell’Associazione.

Art. 9

(Gli organi sociali)

Gli organi dell’associazione sono:

– L’assemblea dei soci;

– Il comitato direttivo;

– Il collegio dei revisori dei conti

– Il presidente

Art. 10

(L’assemblea)

L’Assemblea è l’organo sovrano dell’associazione.

Le sue deliberazioni sono vincolanti per tutti gli associati, anche per coloro che non siano intervenuti o, se intervenuti, risultino dissenzienti. L’assemblea è composta da tutti i soci in regola con il pagamento della quota associativa alla data dell’avviso di convocazione.

L’assemblea ordinaria indirizza l’attività dell’associazione; inoltre:

  • Approva il bilancio o rendiconto di ogni anno;
  • Nomina i membri del Comitato direttivo;
  • Nomina i membri del Collegio dei Revisori dei conti, quando l’organo viene istituito;
  • Delibera sull’eventuale regolamento interno e sulle sue variazioni;
  • Ratifica le deliberazioni di esclusione dei soci, adottate dal Consiglio Direttivo.

L’assemblea è convocata dal Presidente del Comitato direttivo in via ordinaria almeno una volta l’anno, per l’approvazione del bilancio consuntivo, ed ogni qualvolta lo stesso Presidente o un decimo degli associati ne ravvisino l’opportunità.

L’assemblea straordinaria, da convocarsi con le modalità previste per quella ordinaria, delibera circa le modifiche statutarie, lo scioglimento e la durata dell’associazione.

L’assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è presieduta dal Presidente del Comitato direttivo o, in sua assenza, dal Vicepresidente o, in assenza di entrambi, dal membro più anziano del Comitato direttivo.

Le convocazioni devono essere effettuate mediante avviso scritto, contenente la data prevista per la riunione e l’ordine del giorno, da inviare agli associati almeno otto giorni prima di quello fissato per l’adunanza, attraverso mezzi idonei a dare la prova di avvenuta ricezione (lettera, raccomandata ar, fax, e-mail). In difetto di convocazione scritta, saranno ugualmente valide le riunioni cui partecipino di persona o siano rappresentati per delega tutti gli associati.

L’assemblea ordinaria è regolarmente costituita in prima convocazione quando sia presente almeno la metà più uno dei soci. In seconda convocazione, da effettuarsi dopo che siano trascorse almeno 24 ore dalla prima, l’assemblea è validamente costituita qualunque sia il numero dei soci interventi.

L’assemblea straordinaria è validamente costituita quando siano presenti almeno i due terzi dei soci. In seconda convocazione quando sia presente la maggioranza dei soci.

Le deliberazioni dell’assemblea, sia ordinaria che straordinaria, sono assunte con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei presenti.

A ciascun socio spetta un solo voto. Non è ammesso il voto per delega.

Art. 11

(Il comitato direttivo)

L’associazione è amministrata da un Comitato direttivo eletto dall’assemblea e composto da tre a cinque membri. Resta in carica per tre anni e i suoi membri possono essere rieletti.

Il primo comitato direttivo è nominato nell’atto costituivo.

L’eletto che, dopo l’elezione, rinunci alla nomina, viene sostituito da colui che nella graduatoria segue l’ultimo eletto. Nel caso in cui, per dimissioni o altra causa, uno dei membri del comitato decada dall’incarico, l’assemblea può provvedere alla sostituzione ed il nuovo nominato rimane in carica fino allo scadere dell’intero comitato.

Nel caso decada oltre la metà dei membri del comitato, l’assemblea provvede alla nomina del nuovo comitato. I membri che, senza giustificato motivo, non intervengano per tre sedute consecutive alle riunioni del comitato, sono considerati dimissionari.

La convocazione del Comitato direttivo è decisa dal Presidente o richiesta e automaticamente convocata da tre membri del Comitato direttivo stesso.

Le delibere devono avere il voto della maggioranza assoluta dei presenti; a parità di voti prevale il voto del Presidente.

Il Comitato direttivo:

  1. compie tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione che non siano di competenza dell’assemblea
  2. redige e presenta all’assemblea il rapporto annuale sulle attività dell’associazione
  3. redige e presenta all’assemblea il bilancio o rendiconto consuntivo annuale
  4. ammette i nuovi soci
  5. esclude i soci salva successiva ratifica dell’assemblea.
  6. definisce l’ammontare della quota associativa annuale e stabilisce i termini per il suo versamento.
  7. cura l’esecuzione delle deliberazioni assembleari;
  8. promuove raccolte fondi;
  9. pronuncia la decadenza del consigliere che, senza giustificato motivo, non intervenga a tre riunioni consecutive.

Le riunioni del Comitato direttivo sono legalmente costituite quando è presente la maggioranza dei suoi componenti.

Nell’ambito del comitato direttivo sono previste obbligatoriamente le seguenti figure: il Presidente (eletto direttamente dall’assemblea generale) e il Vice Presidente, che sostituisce il Presidente in caso di sua assenza o impedimento.

Possono essere individuati, nell’ambito del Comitato Direttivo stesso, anche la figura del Tesoriere, con funzione di gestione delle casse dell’Associazione e il Segretario, incaricato della verbalizzazione delle riunioni del comitato stesso e dell’assemblea dei soci.

Delle riunioni il Segretario deve redigere il verbale, da trascrivere nell’apposito libro, conservato a cura del Comitato Direttivo.

Art. 12

(Il Presidente)

Il Presidente è nominato dall’assemblea dei soci, salvo il primo, nominato nell’atto costitutivo.

Il presidente ha il compito di presiedere il Comitato direttivo, nonché l’assemblea dei soci, coordinandone i lavori. Al presidente è attribuita la rappresentanza legale dell’associazione di fronte ai terzi ed in giudizio, cura l’esecuzione dei deliberati dell’assemblea e del Consiglio; coordina le attività dell’associazione; è consegnatario dei mezzi di esercizio e dei beni in uso alla associazione; firma ogni atto autorizzato dal Consiglio stesso. In caso di urgenza il Presidente può esercitare i poteri del Comitato direttivo riferendone tempestivamente allo stesso, ed in ogni caso nella riunione immediatamente successiva. In caso di sua assenza o impedimento, le sue funzioni spettano al Vice presidente.

Resta in carica per tre anni.

Art. 13

(Il Collegio dei Revisori dei Conti)

Il Collegio dei Revisori dei Conti è organo facoltativo dell’associazione.

Il Collegio dei Revisori dei Conti, se nominato, ha il compito di:

  • esprimere se richiesti pareri di legittimità su atti di natura amministrativa e patrimoniale;
  • controllare l’andamento amministrativo dell’associazione;
  • controllare la regolare tenuta della contabilità e la corrispondenza dei bilanci alle scritture contabili predisponendo una relazione al bilancio consuntivo da presentare all’assemblea che approva il documento.

Il Collegio dei Revisori dei Conti è formato da tre membri effettivi più due supplenti che subentrano in ogni caso di dimissioni o decadenza dall’incarico di un membro effettivo.

I componenti del Collegio sono nominati dall’Assemblea anche tra i non soci; essi dovranno essere scelti in quanto dotati di adeguata esperienza in campo amministrativo e contabile e preferibilmente iscritti all’Registro dei Revisori Legali dei Conti, durano in carica tre anni e possono essere rieletti.

I componenti del Collegio eleggono al loro interno il Presidente.

Qualora sia necessario il Collegio vota a maggioranza semplice, per alzata di mano, in base al numero dei presenti. In caso di parità di voti prevale il voto del presidente.

L’incarico di Revisore dei Conti è incompatibile con qualsiasi altra carica sociale.

Delle proprie riunioni i Revisori dei Conti redigono apposito verbale.

Art. 14

(Il Patrimonio )

Il patrimonio dell’associazione è costituito dai beni mobili e immobili che potranno essere acquistati e/o acquisiti per lasciti e donazioni, nonché dalle risultanze economiche attive e/o passive della gestione.

È vietata la distribuzione in qualsiasi forma, anche indiretta degli utili, delle riserve o capitale durante la vita dell’organizzazione, salvo che nei casi imposti o consentiti dalla legge e comunque nel rispetto dell’art. 10 – 6° comma – del D. Lgs. 4.12.1997 n. 460.

Art. 15

(I mezzi finanziari)

I mezzi finanziari per il funzionamento dell’associazione provengono dalle seguenti forme di entrata:

  • Quote associative annuali;
  • Contributi degli aderenti e/o privati;
  • Contributi dello Stato, di enti ed istituzioni pubbliche;
  • Proventi da convenzioni con enti pubblici;
  • Proventi dall’esercizio delle attività istituzionali;
  • Proventi dall’esercizio di attività connesse;
  • Proventi da attività di raccolta fondi.

Tutte le entrate devono essere impiegate per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.

Il Comitato direttivo potrà rifiutare qualsiasi donazione che sia tesa a condizionare in qualsivoglia modo l’associazione, ovvero che sia in contrasto con le finalità istituzionali dell’ente.

Ogni mezzo che non sia in contrasto con il Regolamento interno e con le leggi dello Stato Italiano potrà essere utilizzato per appoggiare e sostenere le attività dell’associazione e arricchire il suo patrimonio.

Art. 16

(Bilancio)

L’esercizio sociale dell’associazione ha inizio e termine rispettivamente il 1° gennaio ed il 31 dicembre di ciascun anno.

Entro 3 mesi dalla chiusura di ogni esercizio deve essere redatto dal Comitato direttivo il bilancio o rendiconto annuale secondo quanto previsto dal D.Lgs. 4.12.1997 n.460.

Entro 30 giorni dalla approvazione della bozza di bilancio o rendiconto, questo deve essere sottoposto all’approvazione assembleare.

Gli utili o gli avanzi di gestione devono essere impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.

È vietata la distribuzione in qualsiasi forma, anche indiretta, di utili ed avanzi di gestione nonchè di fondi, riserve o capitale durante la vita dell’ organizzazione, salvo che nei casi imposti o consentiti dalla legge e comunque nel rispetto dell’art. 10 – 6° comma – del D. Lgs. 4.12.1997 n. 460.

Art. 17

(Modifiche statutarie)

Questo statuto è modificabile, in assemblea straordinaria, con la presenza dei due terzi dei soci dell’associazione e con voto favorevole della maggioranza dei presenti. Ogni modifica o aggiunta non potrà essere in contrasto con gli scopi sociali, con la dottrina e il Regolamento interno e con la Legge italiana.

Art. 18

(Scioglimento dell’associazione)

Per deliberare lo scioglimento dell’associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno i tre quarti degli associati convocati in assemblea straordinaria.

L’assemblea straordinaria che delibera lo scioglimento dell’associazione nomina uno o più liquidatori e delibera sulla destinazione del patrimonio che residua dalla liquidazione stessa.

I beni residuanti dopo l’esaurimento della liquidazione saranno devoluti ad altre organizzazioni ONLUS o a fini di pubblica utilità, sentito l’organo di controllo di cui all’art. 3 comma 190 della legge 23.12.1996 n. 662 e salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Qualora l’associazione non ottenga la qualifica di ONLUS, ovvero, una volta ottenuta, dovesse perderla per qualsiasi causa, il patrimonio residuo dalla liquidazione sarà devoluto a fini di utilità sociale, secondo quanto disposto dalla normativa in materia di associazioni di promozione sociale (l. 383/2000).

Art. 19

(Disposizioni finali)

Per tutto ciò che non è espressamente previsto si applicano le disposizioni contenute nel codice civile e nelle leggi vigenti in materia.

 

Art. 1

(Costituzione)

È costituita, nel rispetto delle norme della Costituzione Italiana, della legge n.383 del 7 dicembre 2000, del D.Lgs. 460/97, nonché degli artt. 14 e seguenti Codice Civile, un’associazione di Promozione Sociale denominata “Associazione di Promozione Sociale Le Rondini Onlus”.

L’associazione farà uso, nella denominazione ed in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, della locuzione “organizzazione non lucrativa di utilità sociale” o dell’acronimo ONLUS.

Tuttavia, qualora l’associazione non dovesse ottenere la qualifica di ONLUS ovvero ottenuta tale qualifica dovesse perderla per qualsiasi motivo, dalla denominazione sociale verrà eliminato automaticamente, l’acronimo ONLUS, senza dover per questo procedere ad una modifica del presente statuto.

Art. 2

(Sede)

L’associazione ha sede in Senigallia. Qualsiasi variazione della sede nell’ambito dello stesso comune non comporta la variazione del presente statuto. È facoltà del Consiglio Direttivo istituire o sopprimere sedi secondarie.

Art. 3

(Durata)

L’associazione è a tempo indeterminato e potrà essere sciolta su delibera dell’assemblea straordinaria.

Art. 4

(Carattere e scopi dell’associazione)

L’associazione è democratica, apolitica e laica.

Essa inoltre:

– persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale;

– svolge soltanto le attività indicate nel successivo articolo 5;

– non distribuisce, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la sua esistenza, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale che, per legge, statuto o regolamento, fanno parte della medesima ed unitaria struttura;

– impiega gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse;

– in caso di scioglimento per qualunque causa, devolverà il patrimonio dell’organizzazione, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, ad altre Onlus o a fini di pubblica utilità, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Quanto indicato nel precedente comma, seguirà i limiti e le condizioni previste dal decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460.

Art. 5

(Attività strumentali al perseguimento degli scopi)

L’associazione, che non ha scopo di lucro, persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale, così come prescritto dall’art. 10 del D.Lgs. 460/97, nell’ambito del settore dell’assistenza sociale e socio-sanitaria.

L’attività istituzionale dell’associazione è quella di favorire e promuovere ogni forma di lotta al disagio e devianza minorile e familiare, legati a stati di emarginazione sociale connessi allo status di soggetto svantaggiato di cui all’art. 10, comma 2 lett. a) del D.Lgs. 460/97.

In particolare l’associazione, rivolgendo la sua attività in favore di soggetti (uomini, donne e minori, sia italiani che immigrati) che versano in stato di bisogno, di emarginazione sociale o in condizioni economiche e familiari di profondo disagio, intende:

  • Realizzare centri socio-assistenziali ad integrazione o sostitutivi della famiglia, in collaborazione con i Servizi Sociali Comunali o con altre strutture locali di accoglienza.
  • Promuovere e realizzare centri di ascolto e di solidarietà.
  • Promuovere e realizzare momenti di incontro e di aggregazione sociale al fine di favorire il dialogo, la condivisione e l’integrazione culturale. Ciò con l’obiettivo ultimo di combattere l’emarginazione sociale e far emergere le attitudini personali del singolo.
  • Sviluppare forme di prevenzione e di lotta all’esclusione, al razzismo, alla xenofobia, all’intolleranza, al disagio, all’emarginazione, alla solitudine, connesse alle situazioni di svantaggio di cui sopra;

L’Associazione potrà svolgere attività direttamente connesse a quelle istituzionali, ovvero accessorie in quanto integrative delle stesse, nei limiti consentiti dal D. Lgs. 4/12/1997 n. 460 e successive modificazioni ed integrazioni.

Per realizzare le attività rientranti nell’oggetto sociale l’associazione potrà operare in collaborazione attiva con:

  • I servizi sociali Comunali;
  • Le altre Associazioni, Fondazioni o altri enti che perseguono finalità analoghe, già operanti in Senigallia o nelle zone limitrofe;
  • Ogni altro ente, pubblico o privato, che persegua le medesime finalità.

Art. 6

(I Soci)

Sono ammessi a far parte dell’Associazione tutti gli uomini e le donne maggiorenni che accettano gli articoli dello Statuto e del regolamento interno, se redatto, che condividano gli scopi dell’associazione e si impegnino a dedicare parte del loro tempo per il loro raggiungimento.

L’ammissione all’Associazione è deliberata dal Comitato Direttivo su domanda scritta del richiedente.

All’atto dell’ammissione il socio si impegna al versamento della quota di autofinanziamento annuale nella misura fissata dal Comitato Direttivo ed approvata in sede di bilancio dall’Assemblea ordinaria, al rispetto dello Statuto e dei regolamenti emanati.

Non è ammessa la figura del socio temporaneo. La quota associativa è intrasmissibile e non rivalutabile.

Il numero dei soci effettivi è illimitato.

Le attività svolte dai soci a favore dell’associazione e per il raggiungimento dei fini sociali sono svolte prevalentemente a titolo di volontariato e totalmente gratuite. L’associazione può in caso di particolare necessità, assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo, anche ricorrendo ai propri associati, nel rispetto delle disposizioni di cui alla legge 383/2000 e al D.Lgs. 460/97.

I soci si dividono in due categorie:

Soci fondatori: coloro che sono intervenuti alla costituzione dell’associazione, hanno diritto di voto, sono eleggibili alle cariche sociali, la loro qualità di soci ha carattere di perpetuità, non è soggetta ad iscrizione annuale, ma solo al pagamento della quota sociale.

Soci effettivi: coloro che hanno chiesto e ottenuto la qualifica di socio al Comitato direttivo. Hanno diritto di voto e sono eleggibili alle cariche sociali. La loro qualità di soci effettivi è subordinata all’iscrizione e al pagamento della quota sociale.

La suddivisione dei soci nelle suddette categorie, non implica alcuna differenza di trattamento in merito ai loro diritti e doveri nei confronti dell’Associazione.